si va in vacanza.
Buone vacanze a tutti, ci si ritrova a settembre.
lunedì 4 agosto 2008
martedì 29 luglio 2008
Splendido!
Per l'appunto, splendido!
P.S.:
Non sono piezz'e core pure quelli?
Forse le loro dita, non sono munite di polpastrelli?
Almeno gli si prendano le misure dei piedi, no?
lunedì 28 luglio 2008
sabato 26 luglio 2008
La famiglia sotto attacco.
Un altro grave e inaudito attacco alla famiglia, ma fortunatamente gli italiani non corrono pericoli.
giovedì 24 luglio 2008
Sul caso Englaro, la lettera di Marina.
Pubblico la bella lettera di Marina, titolare del blog La principessa sul pisello.
Dal blog di Marina:
Sempre attiva ed entusiasta della vita, dal 2003 sono attaccata ad un respiratore che mi tiene in vita. La mia esistenza è cambiata totalmente ma il mio spirito no. Vivo in simbiosi col mio pc che mi fa parlare, leggere, lavorare e, soprattutto, comunicare."
Savignone, 16 Luglio 2008
Caro Direttore,
sono Marina Garaventa, ho 48 anni e sono, più o meno, nella stessa situazione di Piergiorgio Welbi: come lui, ho il cervello che funziona benissimo, diversamente da lui, posso ancora usare le mani e la minima facciale. Come ho seguito il caso Welbi, esprimendo la mia opinione, ho seguito il caso, ben più grave del mio, di Eluana Englaro e mi sono “rallegrata” della sentenza che ne sanciva la conclusione, sperando che nessuno si permettesse di intromettersi in un caso così delicato e personale. Non avevo la benché minima intenzione di dire o scrivere alcunché fino a stamattina alle 7 quando, ascoltando i primi notiziari, ho sentito tante “cazzate” che mi sono decisa a dire la mia. Io sono abituata a esprimere opinioni, dare giudizi e consigli solo su cose che conosco bene e che ho vissuto personalmente e mi piacerebbe tanto che tutti si regolassero così, evitando di aprire la bocca per dare aria a sentenze basati su mere teorie filosofiche e moral-religiose.
Con queste parole mi riferisco, in particolare, alle recenti “sortite” di alcuni personaggi noti che, in un delirio di onnipotenza, dicono la loro, scrivono lettere patetiche e organizzano raccolte pubbliche di bottiglie d’acqua: le bottiglie, a Eluana, non servono perché sia l’acqua sia la nauseabonda pappa che la tiene in vita e che anch’io ho provato per mesi, le arriva attraverso un sondino. Bando quindi ai simbolismi di pessimo gusto di Giuliano Ferrara, stimato giornalista, e al paternalismo di Celentano, mio cantane preferito. In quanto al mio esimio concittadino, il Cardinal Bagnasco, sarebbe cosa buona e giusta che, prima di esprimersi su quest’argomento, avesse la bontà di spiegarci perché a Welbi è stata negata la messa e, invece, il “benefattore” della Magliana, Renatino De Pedis, è sepolto in una nota chiesa romana.
A questo punto, però, siccome neppure a me piace fare della teoria, propongo a questi signori di prendersi un anno sabbatico e offrirlo a Eluana: passare col lei giorni e notti, lavarla, curarle le piaghe, nutrirla, farla evacuare, urinare, girarla nel letto, accarezzarla, parlarle nell’attesa di una risposta che non verrà mai. Sono disponibile anche a mettermi a disposizione per quest’esperimento ma, devo avvisare tutti che, per loro sfortuna, io sono sicuramente meno docile di Eluana e se qualcuno, chiunque sia, venisse per insegnarmi a vivere, lo manderei, senza esitazione, “affanc…”.
A sostegno di quanto detto finora, aggiungo che, nonostante io non possa più camminare, parlare, mangiare, scopare e quant’altro, amo questa schifezza di esistenza che mi è rimasta e mai ho avuto il desiderio di staccare la spina del respiratore che mi tiene in vita. Nonostante tutte le mie limitazioni, io ho una vita intensissima: scrivo su alcuni giornali locali, tengo un blog (www.laprincipessasulpisello.splinder.com) , ho un’intensa vita di relazione e, in questo periodo, sto promovendo un mio libro che narra di questa mia splendida avventura. (La vera storia della principessa sul pisello” Editore De Ferrari Genova).
Sicuramente qualcuno penserà che voglio farmi pubblicità e, in un certo senso, è vero: io voglio, per quanto posso, dar voce a tutti quelli che sono nella mia condizione e non sanno o non possono dire la loro.
Parliamoci chiaro: i malati come me, come Welbi ed Eluana sono già morti! Sono morti il giorno in cui il loro corpo ha "deciso" di smettere di funzionare e hanno ricevuto dalla tecnologia, che io ringrazio sentitamente, l'abbuono, il regalo di un prolungamento dell'esistenza. Ma come tutti i regali, anche questo vuol essere contraccambiato con merce altrettanto preziosa: una sofferenza fisica e morale che solo una grande forza di volontà può sopportare. Nel momento in cui il gioco non vale più la candela il paziente deve poter decidere quando e come staccare la spina. Lo stato deve garantire la miglior vita possibile a questi malati, tramite assistenza, supporti tecnologici e contributi ma non può arrogarsi il diritto d decidere della loro vita sulla base di astratti principi etici, molto validi per chi si sta col culo su un bel salotto, ma che diventano assai stucchevoli quando si sta nel piscio. Eluana non può più decidere ma chi le è stato vicino, nella gioia e nella sofferenza, chi l’ha conosciuta e amata non può dunque decidere per lei, mentre possono farlo persone che, fino a ieri, non sapevano neppure che esistesse?
Io sono pronta a chiedere umilmente perdono se questi signori mi diranno che, nella loro vita, si son trovati in situazioni come la mia o come quella di Eluana e delle nostre famiglie ma, francamente non credo che la mia ammenda sarà necessaria. Per chiarire meglio la mia situazione allego una foto e il link di un video: http://video.google.it/videoplay?docid=-8906265010478046915
Concludo ringraziandola e sperando che voglia dare voce anche a me che parlo con cognizione di causa e non per fare della filosofia.
***
Ringrazio Esperimento per la segnalazione.
lunedì 21 luglio 2008
Il testamento biologico di Ravasin
"Censurato" il papabanner.
P.S.: se fossero così puntigliosi con i preti pedofili...
venerdì 18 luglio 2008
Eluana: la Cassazione replica alle mistificazioni neoclericali.
Da www.repubblica.it
Caso Eluana, la Cassazione precisa: "Mai travalicato i propri compiti".Dopo le polemiche, il primo presidente Carbone difende l'operato dei giudici".
La Corte d'Appello di Milano ha deciso in autonomia applicando la legge"
ROMA - La Corte di Cassazione "non ha in alcun modo travalicato il proprio specifico compito istituzionale di rispondere alla domanda di giustizia del cittadino, assicurando la corretta interpretazione della legge, nel cui quadro si collocano in modo primario i principi costituzionali e la Convenzione di Oviedo". E' quanto precisa in una nota il primo presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone, in relazione al caso di Eluana Englaro.
Il comunicato è stato diffuso in seguito alle polemiche sulla decisione della Corte d'Appello di Milano che il 9 luglio ha autorizzato l'interruzione dell'idratazione e dell'alimentazione forzata che da 16 anni tiene in vita Eluana. Riferendosi alla propria pronuncia dell'ottobre 2007 con la quale la Cassazione ha accolto il ricorso del padre della ragazza, Beppino Englaro, ed ha chiesto alla Corte d'appello di Milano di pronunciarsi sulla vicenda, nella nota si ricorda che "la Corte con tale pronuncia si è limitata ad affermare un principio di diritto sulla base della interpretazione costituzionalmente orientata delle legislazione vigente".
"In applicazione di siffatto principio - afferma ancora Carbone - la Corte d'Appello di Milano, nella sua autonomia e valutando nel concreto le circostanze di fatto e le prove raccolte, ha deliberato che potessero essere sospesi alla Englaro i presidi che tuttora ne prolungano il riconosciuto stato vegetativo permanente".
Il primo presidente di Cassazione ricorda quindi come "il consenso informato ha come correlato la facoltà non solo di scegliere tra le di



